Posts Tagged ‘roots’

Con cuore sereno e un pizzico di orgoglio

Domenica, Dicembre 30th, 2007

Post di auguri se volete scontato, ma molto sentito. Il 2008 porterà molta nuova carne al fuoco e novità anche importanti. Ma non è oggi il giorno per parlare di queste cose: oggi è un giorno di auguri e di messaggi affettuosi. E’ passato un altro anno, le nostre vite sono andate avanti, e la musica non si è fermata, anzi! Andrea ha girato il film sulle mondine e noi - ma quanto ci metti a finirlo, Andrea! :) - abbiamo cominciato a collaborare con un’agenzia in Inghilterra, abbiamo un nuovo batterista che il mondo ci invidia, Jessica ha fatto un bellissimo disco solista. Per me il segno vitale più bello di quest’anno è forse la costituzione di un’orchestra di pive emiliane (!) battezzata, giustamente, “le pive nel sacco”. Certo, siamo portatori di una cultura comunque molto indebolita dalla modernizzazione, ma teniamo duro, e possiamo entrare nel 2008 con animo sereno e perfino un po’ di orgoglio. Grazie, grazie davvero a tutti per essere stati con noi nel 2007, non abbandonateci. Permesso? Signor 2008? Si può?

Le Pive nel Sacco in all their glory

L’album di Jessica E’ BELLISSIMO!

Venerdì, Dicembre 7th, 2007

Lady Jessica era qui a Milano ieri per incontrare con noi un po’ di persone. Ci ha portato un’anteprima del suo disco, un “remix” di registrazioni d’epoca (raccolti negli anni 60) di canti popolari dell’aretino. Si chiama “In dote”, ed è BELLISSIMO, pieno di amore e rispetto per la tradizione di musica, lingua e cultura che, appunto, costituisce la dote della nostra Lady toscana, e di tutti noi. Uscirà a giorni per Suoni e Armonie, secondo me è una delle cose migliori mai fatte sulla musica popolare italiana. Come sono contento!

Lady J

Il ritorno di Melchiade

Lunedì, Novembre 26th, 2007

E’ andata a finire che Lady Jessica è andata al MEI per ritirare il premio Imola in musica, ed è stata gentilmente accolta da un funzionario del Comune che si chiama Franco Benni. Ma guarda, pensa Lady J, si chiama come Melchiade Benni. Per forza, è il figlio! Emozione generale. Quante volte sul palco abbiamo evocato Melchiade da Monghidoro, nume tutelare del folk emiliano, soprattutto quello che si balla! Gli abbiamo anche dedicato un set di brani tradizionali, “Il ritorno di Melchiade” (cosa che Franco non sapeva). Sarà bello, a giugno, andare a suonare nella terra di Melchiade, alla presenza di suo figlio: il folk dei FF, dopo tanto viaggiare, torna a casa.

Melchiade Benni

Zampogna Rave nel Pollino

Giovedì, Agosto 23rd, 2007

L’unica data italiana del nostro tour estivo 2007, il festival Radicazioni, è stata davvero una cosa diversa dal solito. Le 700 anime di Alessandria del Carretto (”il comune più alto del Parco del Pollino”), insieme a un migliaio di visitatori, hanno dato vita a un vero e proprio rave della zampogna. Suonatori dai 10 agli 80 anni si sono alternati fino alle 6 del mattino nella piazzetta del municipio, tutti hanno ballato come se fosse l’ultima cosa che facevano e nella lotteria si vinceva una zampogna (primo premio) e una capra viva (secondo premio, ma puoi semmpre farci una zampogna!)… quasi quasi mi dispiaceva suonare in 4/4! I responsabili di questa festa bellissima sono alcuni giovani del luogo guidati da Paolo, studente a Cosenza, una vaga somiglianza con il giovane Guevara. Davvero bello, noi del nord dovremmo prendere esempio!

Maria non c’è più

Venerdì, Giugno 15th, 2007

Certo, l’età, la generazione che scompare, tutto normale, direte voi. Ma non riesco ad abituarmi, quando se ne vanno persone così: Maria Cervi, figlia di Antenore (sì, quell’Antenore uno dei sette fratelli Cervi), non c’è più. L’ho abbracciata l’ultima volta il 25 aprile, salendo sul palco con Cisco nell’aia della casa dove è cresciuta, oggi museo della Resistenza e della civiltà contadina. Sembrava bella e forte come sempre, ma perché non ha potuto restare con noi ancora qualche tempo? Mi manca, ci manca tanto.

Nidi d’arac

Domenica, Marzo 11th, 2007

Erano cinque anni che avevo voglia di sentire un concerto intero dei Nidi d’Arac, spesso accostati ai FF per attitudine al folk elettrificato e dancefloor. Avevo sentito solo tre pezzi in un concrto (con tanti altri gruppi) all’Alcatraz che mi erano piaciuti tantissimo (come dub master c’era Stefano Miele, forse il miglior dj etnico italiano. Bellissimo, tra l’altro, il suo nuovo album!). Finalmente arrivano alla Casa 139 e… mi vanno a suonare in acustico! Che peccato!

Il concerto è stato bello lo stesso: il batterista (che ha delle gran belle idee), e il bassista dubbettone hanno mantenuto un riferimento al breakbeat e al dub, e soprattutto Alessandro, Vera e gli altri “ci credono”, sono dentro la tradizione. Quindi bello. Ovviamente, però, così hanno meno energia, meno pacca, meno carica innovativa. La gente però ha gradito eccome. Milano è piena di leccesi che cantano le canzoni tradizionali… All’altro concerto ero andato con Medhin; a questo ero con Roberta, pugliese verace.