Video da BIG
Domenica, Giugno 24th, 2007Gli amici di No Reply hanno caricato su YouTube un paio di video tratti dalla serata di giovedì alla Biblioteca Chiesa Rossa. Quello che preferisco è questo:
Gli amici di No Reply hanno caricato su YouTube un paio di video tratti dalla serata di giovedì alla Biblioteca Chiesa Rossa. Quello che preferisco è questo:
Grande serata! Suonare con le mondine è sempre emozionante. E alla fine ci siamo salutati da vere superstars: “ci vediamo a Detroit”. In effetti non incontreremo più le mondine fino all’ultima data del tour americano, il Concert of Colors di Detroit, il 21 luglio. Ci vediamo a Detroit, donne!
Ehi, ma nessuno ha una foto da mandarmi per il blog? Con tutta la gente che faceva foto e video…
Great show! Performing with Mondine is always moving. And, when it was all over, we parted as true superstars: “see you in Detroit”. It’s true: we will not be meeting up with the Choir until the last show in our American tour, the Concert of Colors in Detroit, on July 21st. See you there, ladies!
Nonostante tutti i problemi e le polemiche, la nostra serata a Biblioteca in giardino si fa. Saremo lì con gli amici di No Reply, Davide Ferrario e Andrea Zambelli, Ivana Monti e soprattutto le mie amate Mondine di Novi. Si comincia alle 21.30 spaccate e si finisce alle 23.00 tassative. Non mancate!

Toccando tutto il ferro del caso (dopo la delusione del Messico…), sembra che questa volta ce l’abbiamo fatta: i Fiamma Fumana e il Coro delle Mondine di Novi porteranno lo spettacolo “Di madre in figlia” in America, al Concert of Colors di Detroit. Il concerto si terrà il 21 luglio; sarà l’ultima data del nostro tour americano 2007, e l’unica apparizione americana del coro di Novi. Ovviamente sarà presente Andrea Zambelli con un mini-crew per incorporare l’esperienza nel suo film. E viene anche la Diva (83 anni di super-contralto)!
Knocking on wood (after the Mexican disappointment…) it seems that this time we’ve made it: Fiamma Fumana and the Novi Rice Weeders Choir are gling to bring their “From mother to daughter” show to America, more precisely to Detroit’s Concert of Colors. The performance is scheduled by July 21st; it will be the last show of our 2007 American tour, and the only American gig for the Novi choir. Andrea Zambelli will obviously be there with a mini-crew to incorporate the experience in his film. And Diva is coming too (83 year-old super-contralto)!
Ci telefona l’amico Paolo Sgevano di Frame Events: possiamo sostituire i Lou Dalfin in un concerto a Vicenza? Per fortuna, tranne Paolino eravamo tutti liberi, e siamo partiti, con attitudine sanamente punk.
Una volta arrivati ci siamo resi conto di essere al Venigallia Celtic Festival, dove si celebra un revival celtico che, a essere sincero, sento molto lontano da me. Per me l’Irlanda è (o forse è stata, è qualche anno che non ci torno) la solidarietà e l’affetto che circondano le persone in difficoltà (vi ricordate i Commitments? Outspan che fa la fila per tirare il sussidio di disoccupazione e dice a Jimmy “E’ meglio essere un musicista disoccupato che un idraulico disoccupato!”); è la bellezza dei paesaggi, e l’ospitalità della sua gente; è soprattutto la sua musica, e la capacità - diffusissima - di suonarla e apprezzarla, di distinguere chi suona con buone mani e cuore da chi no. Mentre in Italia, vi ricordo, a Sanremo quasi tutti i cantanti (e i presentatori) erano stonati, ma stonati molto, e nessuno ha protestato.
Ci sono cose dell’Irlanda che porterò sempre nel cuore. Fra queste NON ci sono i combattimenti con lo spadone, le torce accese e la gente che va in giro con delle specie di plaid scozzesi drappeggiate addosso. Queste cose, purtroppo, mi ricordano l’Italia, e in particolare un politico italiano che si chiama Bossi Umberto; e, spiace dirlo, portano direttamente al concetto di pulizia etnica. Che tra l’altro in Italia è geneticamente impossibile: è vero che i Celti dominavano l’Italia settentrionale, ma l’ultimo bastione celtico, Milano, si è arreso ai Romani… nel 250 avanti Cristo! Da allora il sangue celtico si è mischiato a quello dei Romani, dei Longobardi, dei Goti, dei Vandali, dei Franchi, dei Normanni, degli Slavi, degli Arabi insediati al sud, degli Spagnoli, dei Francesi di Napoleone e chi più ne ha più ne metta. Noi Italiani siamo i Brasiliani d’Europa, i sanguemisto più misti che ci sono.
Che senso ha cercare le radici nella razza? Cerchiamoli piuttosto nei valori di civiltà, nella cultura, nell’arte, nel pensiero, nelle lotte per la giustizia! Nel Coro delle mondine di Novi ci sono cantanti veronesi, campane, perfino una scozzese; nei FF canta una pugliese, e la dj è eritrea. Il mio popolo è fatto dalle persone che scelgono, insieme, di portare avanti valori in cui mi riconosco. Le mie radici non sono nel mio DNA - che peraltro condivido al 99% con qualunque scimpanzè - ma proprio in questi valori; sono una cosa che si sceglie e ci si conquista, non una cosa che si ha.
Amen, fratelli. Comunque al concerto non è mancata la contestazione (educata, devo dire) di Bella Ciao: “La politica - mi ha detto un giovane dal cranio rasato - va lasciata fuori di qui”. Io gli ho spiegato che lui ed io siamo entrambi italiani, e che qualunque canzoniere italiano riporta Bella Ciao con grande rilievo. E’ il folk, bellezza.
Il nostro Primo Maggio “Back to basics” è stato un grande successo. L’abbiamo pensato come un’occasione per stare insieme, stringersi gli uni alle altre e rivolgere un pensiero ai valori, alle esperienze e agli affetti che ci uniscono. E quindi… abbiamo fatto una gita, una bella tavolata e un concerto in Piazza S. Agostino. Uno scroscio di pioggia ci ha interrotti per una mezz’ora, ma niente paura: le mondine hanno proseguito in versione “unplugged” all’interno del Circolo Aurora; nel frattempo, Lorenzo “Moka” Tommasini e il gruppo degli aretini dell’Aurora (fantastici!) sfidavano la pioggia e riaccendevano l’impianto: gran finale di nuovo sul palco in piazza, con un estratto da “Di madre in figlia”, accolti dal grandissimo calore del pubblico di Arezzo.
GRAZIE GRAZIE a Cisco, a Marco e Alessandro dei Les Anarchistes, ai miei amati Fiamma Fumana, in primis Lady Jessica (se non ci fossi stata tu questa cosa non si sarebbe fatta), e poi Medhin, Roberta (anche in veste solista in apertura di concerto), Paolo Perego e Giovanni Rubbiani a zero prove ma sul palco con noi (belli i FF con basso e batteria!). Grazie a Lucia, a Leonardo di No Reply, alla crew di Rossofuoco che filmava tutto (Andrea, Elizabeth, Chiara e Federico), al Cico, a Marco Gallorini e a tutti quelli dell’Aurora; a Roberta Maffei e la sua famiglia per la bellissima tavolata; al Brezzi per avere invitato le mondine a vedere la mostra di Piero della Francesca.
Ma soprattutto grazie tantissime alle Mondine di Novi, il cuore vero di tutta questa cosa, e a Giulia che le dirige. Quando sono con voi so chi sono, so da dove vengo e - guarda un po’ - ho perfino qualche idea di dove voglio andare. Vi voglio bene!
Nonostante i buoni uffici di Paolino Rossi, non siamo riusciti a portare le Mondine di Novi al concerto di Piazza San Giovanni. Abbiamo avuto la notizia ieri: le mondine hanno reagito alla grande, come fanno loro: “Andiamo a cantare lo stesso, festeggiamo il primo maggio!” Contemporaneamente gli amici del circolo Aurora di Arezzo telefonavano a Jessica alla disperata ricerca di qualcuno che facesse un piccolo concerto del primo maggio: Lady J ha colto l’occasione e dirotttato la carovana da Roma ad Arezzo.
In un giorno e mezzo abbiamo messo in piedi una piccola festa del primo maggio molto semplice (”Back to basics”), senza soldi, solo con la voglia di festeggiarlo insieme. E subito si è unito a noi Cisco, Giovanni veniva già (Cisco, Gio, com’è che quest’anno suoniamo insieme sia il 25 aprile che il primo maggio?), e altri stiamo invitando. Anzi, chi ha voglia di venire mi scriva: alberto {at} cottica(.)net
Io l’ho passato con dei vecchi amici: alla Casa dei Fratelli Cervi a Campegine, nell’annuale ritrovo organizzato dai miei amici del Fuori Orario (Franco avrebbe dovuto godersela, invece c’era tantissima gente e si è ritrovato a spillare birre per dieci ore). Al pomeriggio c’era lo Street Beat Festival: Cisco, Giovanni Rubbiani e io abbiamo anche fatto, fuori scaletta, cinque-sei pezzi “resistenti” - totalmente unplugged - all’inizio. Splendidi quarantenni? Certo che rispetto ai giovani ed energici punk che hanno suonato dopo sembravamo i vecchietti della scala quaranta. Divertente, però…