Posts Tagged ‘america’

Salve stranieri

Lunedì, Ottobre 1st, 2007

Bene, siamo tornati! E’ stato molto duro, ma molto bello. Globalquerque, la bellissima accoglienza a Millwood Junction, la scuola superiore di Shiprock, dove gli allievi sono tutti Navajo (lo skater Navajo, la darkettona Navajo, il secchione Navajo, il metallaro Navajo, il poliziotto Navajo…) e dove vedo un grande potenziale creativo (una ragazza ha voluto cantare una melodia cerimoniale per noi, è stato molto emozionante), i paesaggi incredibili del Colorado e del Grand Canyon, il seminario all’Università di San Diego sulla musica tradizionale dell’Emilia, rivedere la mia compaesana (e ormai anche amica) Clarissa Clò… Arrivederci west!

La mia America

Giovedì, Settembre 27th, 2007

Di gran fretta, ecco una decina di foto come antipasto. Poi arrivano quelle di Medhin, che sono molto meglio!

Video live!

Giovedì, Settembre 6th, 2007

Dagli archivi dell’insostituibile Drew Miller - l’uomo dietro Omnium - salta fuori un DVD di qualche anno fa, ripreso al Winnipeg Folk Festival 2004 in un bellissimo pomeriggio di sole. Ho deciso di caricare su YouTube alcuni brani, partendo da questa “Di madre in figlia”.

Mondine photoalbum

Sabato, Agosto 11th, 2007

Per tramite di Steve Heath, coordinatore del Concert of Colors (potete leggere qui un suo resoconto appassionato del passaggio di Di madre in figlia a Detroit) Rebecca Cook ci manda alcune bellissime foto del concerto con le mondine. Ancora, ancora!

A casa e buone vibrazioni

Martedì, Luglio 24th, 2007

Siamo a casa! Abbiamo fatto il viaggio di ritorno con le mondine fino a Linate, e lì ci siamo divisi con grandi abbracci. Stamattina ho ricevuto una mail commossa da Steve Heath, coordinatore del Concert of Colors:

I cari amici
Wow, che fine settimana abbiamo avuto qui a Detroit! Voglio mandare a tutti i voi i nostri ringraziamenti, con tutto il cuore, per il vostro grande contributo al festival e per avere reso il Concert of Colors 2007 una delle edizioni più memorabili nei 15 anni di storia del nostro festival.
E’ improbabile che la città di Detroit sia mai più la stessa dopo la vostra memorabile visita e i segni che avete lasciato dappertutto, dalla sala da concerto al People Mover [il tram sopraelevato di Detroit, nota di Alberto] e alla hall dell’albergo avete affascinato tutti quelli che avete incontrato. Vogliamo che sappiate quanto ha significato per noi avervi qui per questa produzione, davvero storica. Devo dirvi che il vostro concerto ha probabilmente stabilito un record di partecipazione per quanto riguarda la presenza della comunità italiana al nostro festival, che normalmente non è molto presente. E’ stato anche uno dei nostri concerti più affollati di tutti i tempi per una performance pomeridiana (in genere abbiamo così tanta gente solo per i due concerti finali).
Le ovazioni che il pubblico vi ha tributato, perfino prima che iniziaste a cantare, sono state davvero meritate, non solo per il concerto, ma per l’ispirazione che avete dato a tante persone. L’ispirazione a resistere all’ingiustizia dovunque si trovi, l’ispirazione a non lasciare che barriere e confini ci impediscano di seguire i nostri sogni; di qualunque tipo di barriere si tratti, geografiche, economiche, di età, sesso o opportunità.
Probabilmente avete già visto l’articolo sul giornale di Detroit Free Press di sabato, ma eccovi un link per sicurezza: http://www.freep.com/apps/pbcs.dll/article?AID=2007707210375
Andate anche a vedere sul nostro sito a www.concertofcolors.com e cliccate su “Photograph” per vedere le mondine che ballano!
Non dimenticheremo presto questa esperienza (anche perché mangeremo il vostro parmigiano per settimane!). Come ho detto ad Alberto quando siete ripartiti, qualunque cosa faremo in futuro sappiamo che almeno per una volta, in questo momento così speciale, siamo stati testimoni di qualcosa di veramente magico.
Baci, abraci a tutti!
Ciao (for now).
STEVE

Mondine a Detroit

Photo: Rebecca Cook

Detroit: la prima è andata

Sabato, Luglio 21st, 2007

E la prima è andata. Bene, anche! Il Concert of Colors si tiene nel bellissimo Max Fischer Music Centre, che è essenzialmente un teatro multisala. Oggi abbiamo suonato per un pubblico molto più giovane del nostro solito e decisamente entusiasta, in cui spiccavano… le nostre favolose mondine, che si sono messe a ballare insieme ai teenagers americani. Il feeling tra le donne e il festival è evidente. E domani sarà il grande giorno…

tre.JPG

Le mondine a Detroit!

Venerdì, Luglio 20th, 2007

Tra i ritardi dell’American Airlines e tutto è andata a finire che siamo andati a letto alle cinque del mattino, e ci siamo alzati tardi. Siamo usciti dalle torri nere del Marriott, proprio sul fiume Detroit, e C’ERANO LE MONDINE in fila per farsi una gita in battello sul fiume! Un po’ provate dal jet lag, ma contente. Con loro c’era anche Andrea Zambelli, il regista del film che stiamo facendo insieme a Davide Ferrario, ed Elizabeth, il suo tecnico del suono.
Le mondine a Detroit. Dopo tre anni di tentativi, ce l’abbiamo fatta a portarle in America. Sono molto orgoglioso di loro, di Davide e Andrea che, con la faccenda del film, hanno dato un’ulteriore spinta al progetto, di Steve Heath alla SRO Artists… e anche di noi. Qualunque cosa succederà ai FF in futuro, le mondine sono qui. E ce le abbiamo portate noi. E questo è un risultato, che nessuno potrà portarci via. Folk’s not dead, ragazzi….

Marriott Detroit

Muoversi senza viaggiare

Venerdì, Luglio 20th, 2007

Un altro giorno di viaggio aereo, in cui il problema principale è la noia. Quattro ore di volo da Reno a Chicago, poi tre ore di coincidenza – più due di ritardo - e due ore di volo da Chicago a Detroit. Una cosa che ci succede in questi casi è non sapere più che ore sono, anche perché Chicago è due ore avanti rispetto a Reno, una indietro rispetto a Detroit e sette indietro rispetto all’Europa. O forse viceversa. Comunque si sta molto seduti, si passano un sacco di metal detectors, si mangia male e si beve molta acqua per combattere la disidratazione causata dall’aria condizionata. All’aeroporto di Chicago hanno addirittura messo un centinaio di brande da campo per permettere ai viaggatori stanchi di riposarsi! Non molto romantico, come viaggio. Immagino che sia uno dei tanti mali necessari della vita di tour.

On the road again

Martedì, Luglio 17th, 2007

Solo con il Blissfest a Harbour Springs ho avuto davvero la sensazione di essere in tour. Ci vuole sempre un po’ per prendere l’onda! Siamo stati forse sei ore in un festival che dura l’intero fine settimana, ma è andata benissimo: abbiamo fatto due concerti, l’ultimo dei quali – sul main stage – ha veramente fatto ballare tutti, tutto il pubblico, tutta la crew, quelli dell’ufficio amministrativo, tutti. Alla fine abbiamo firmato autografi per mezz’ora buona e siamo risultati – guarda un po’ – il gruppo che ha venduto più CD del festival. Ancora stamattina, riconoscendoci al diner dove ci eravamo fermati a fare colazione, un signore ha voluto pagarci il conto.

Siamo tornati a Detroit. La prossima tappa è Reno, Nevada, una città e uno stato in cui non abbiamo mai suonato.

On the road

Molti chilometri e nuovi amici

Domenica, Luglio 15th, 2007

Solo due righe frettolose scritte da una camera d’albergo a Flint, Michigan (è la città della General Motors, immortalata nel film “Roger and me” di Michael Moore). Finiti i giorni di riposo del dopo London stiamo facendo un sacco di chilometri: ieri abbiamo suonato ad Akron, in Ohio; dopo il concerto siamo ripartiti subito per (ri) passare il confine con il Canada di notte e arrivare a Toronto stamattina. Concerto a Toronto alle due, poi di nuovo in strada per arrivare domani nel primo pomeriggio a Harbour Springs, nel Michigan. Che fatica! Però ci divertiamo, i concerti sono belli e abbiamo conosciuto molta gente simpatica. Io sono rimasto molto colpito dall’Italian Festival of Summit di Akron (tecnicamente non è Akron ma Cuyahoga Falls), un evento organizzato dalla comunità italiana americana da ben 60 anni! Il grande capo è un immigrato di prima generazione, Giovanni Donatelli, di Roccaraso. Sono bravi e superaffettuosi, speriamo di rivederci presto. A Toronto Harbourfront è… Harbourfront. Bellissimo palco, crew superprofessionale, gran bel concerto. Grazie!