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1.0 is:
1.0 è:
Fiamma –> voce
Alberto Cottica –> fisamonica, pianoforte, organetto
Marco Bertoni –> tastiere,programmazione
Fumana Céili Crew:
Marco Fabbri –> violino
Massimo Giuntini –> uileànn pipes, bouzouki
Alberto Massi –> cornamusa scozzese
Franco D’Aniello –> tin whistle
Giovanni Rubbiani –> chitarra acustica
Il coro delle mondine di Novi
Testi
| 1.0 | torna su |
E’ il codice che si dà alla prima versione di un software, ai
programmi mai scritti prima. Noi siamo figli del nostro
tempo, ed è così che ci sembra l’eredità .che ci accingiamo
a raccogliere: come è sempre stato, nuova.
Dispersa decisa moderna emancipata
Scollegata variabile impazzita
Disorientata allegra integrata
Sveglia e comunque nuova
Figlia e nipote erede del mio mondo
Voce che vibra nell’aria e nella terra
Sempre esistita mai vista prima
Troppo troppo nuova
Femmina libera confusa effervescente
Sintonizzata vivace indipendente
Alienata serena accattivante
Assolutamente nuova
Adolescente antica vergine madre
Insoddisfatta mobile irrequieta
Contemporanea affascinante
E soprattutto nuova
UNOPUNTOZERO
Assorta infelice romantica delusa
Imprevedibile ironica confusa
Spaventata ottimista gelosa
Insolita inedita nuova
Nota che suona nei luoghi del ricordo
Freccia del tempo puntata sul bersaglio
Canto del mondo, ritmo delle genti
Come è sempre stato nuova
UNOPUNTOZERO
Come è sempre stato
Come è sempre stato nuova
| HYPNANANNA | torna su |
Un canto da culla per chiudere fuori il mondo.
Dormi, dormi
Chiudi gli occhi e vola via
Dormi, dormi,
Sono qui con te (2v.)
Viene il lupo e ulula alla porta
Viene il lupo per portarti via
Ma sente il mio canto e scappa nel suo bosco
Non tornerà più
Dormi, dormi…
Viene la Morte col teschio insanguinato
Viene la Morte per portarti via
Ma sente il mio canto e non può più passare
Non tornerà più
Dormi, dormi…
(hòro ninni hòro ninni hòro)
| TRE SORELLE | torna su |
Il canto per antifona, in cui una solista canta una
frase e un coro le risponde, è una forma molto antica di
scandire alcune attività comuni, come il lavaggio dei
panni o la tessitura, ed era diffuso anche in Emilia.
Qui usiamo questa forma ispirandoci liberamente ad un
brano tradizionale finlandese, “Vihma”.
Siamo le più belle, fateci passare
Tutto il giorno tutti i giorni sono buoni per cantare
Siamo le più allegre, fateci passare
Tutte le domeniche ci prepariamo per la festa
Tempo della festa, fateci passare
Ci vestiamo e pettiniamo con i fiori nei capelli
Fiori di ciliegio, fateci passare
Per le strade del paese tutti ci salutano
Tempo della festa, fateci passare
Tutti i giovanotti del paese ci corteggiano
Noi balliam con tutti, non vogliam nessuno
In tempo di guerra nostra nonna è stata partigiana
Figlie della guerra, fateci passare
In tempo di pace nostra nonna è andata alla risaia
Figlie del lavoro, fateci passare
| MARE OCEANO | torna su |
“Ammiraglio del mare oceano” era il titolo conferito a
Cristoforo Colombo per le sue straordinarie scoperte.
Scritta sulla costa brasiliana, guardando il mare oceano
dall’altra sponda.
Viaggerò per il mare oceano
A cavallo delle correnti
Sulle strade d’acqua salata
Dove incontri marinai e mercanti
Sono stanca di terraferma
Voglio stare su di un ponte
Viaggerò per il mare oceano
Sfogliando la rosa dei venti
Vento freddo dal mare oceano
Sulle bettole dei porti
Sulle gru e sui magazzini
E sui venditori ambulanti
Sui cuochi cinesi e indiani
Sui padroni e sui trafficanti
Vento freddo dal mare oceano
Che pulisca i cuori e le menti
| DI MADRE IN FIGLIA | torna su |
In molte culture, e certamente nella nostra, le donne
hanno un ruolo fondamentale nel custodire le tradizioni
e l’identità. Con una strana formula magica in dialetto,
per guarire con le erbe.
Sopporterò i temporali
Sorriderò alle pioggie di aprile
Mi asciugherò al primo sole
L’inverno mi addormenterò
Resisterò al secolo
Custodirò gli antichi sentieri
Non cederò al rumore
Continuerò a cantare
Attraverso il tempo
Di madre in figlia
Di canto in canto
Di stagione in stagione in stagione in stagione
La terra mi darà forza
Il vento fresco sarà il mio respiro
Mi laveranno i ruscelli
La luna mi mostrerà la via
Lunga linea di femmine
Mantiene viva la fiamma segreta
Continuerà a raccogliere
Le erbe che guariscono
Attraverso il tempo
Di madre in figlia
Di canto in canto
Di stagione in stagione in stagione in stagione
al chersòn per la tòs e al ferdòr
al p’cun dulz per la ragaja
l’erba tàca s’at vin al fòg sècher
l’erba da tai per al frìdi
pésalèt per al mel ed stomegh
polmonaria s’te tiret mel al fièe
per la fèla erba fumarèina
st’è stòf al rusmarèin
Voi boschi delle montagne
Voi pietre levigate dal fiume
Voi onde eterne del mare
Non vi abbandonerò
Non ci separeranno mai
Non violeranno i nostri segreti
Non scioglieranno i vincoli
Continuerò a cantare
Attraverso il tempo….
| 4 PIEMONTESI | torna su |
Coro di mondine e pulsazione jungle per questo brano
tradizionale, insegnatoci dallo storico gruppo folk
emiliano “La Piva dal Carnèr”.
Siamo quattro piemontesi
Tutti e quattro di galera
Quando la luna la cavalca i monti
E noi siam pronti, noi siam pronti a cavalcar
Al primo assalto che abbiam fatto
Abbiam preso una carrozza
E dentro c’era una signora
E dei denari, dei denari abbiam piglià
Abbiam preso mille lire
Mille lire son più di cento
La metà in oro, la metà in argento
E all’osteria, all’osteria siamo andà
Appena giunti all’osteria
Abbiam preso una bottiglia
E dentro c’era una spia
E il brigadiere, il brigadiere è andè a ciamàr
Appena giunto il brigadiere
Del quartier di Lombardia
Lui ci ha legati tutti e quattro assieme
E a Cremona, a Cremona al s’ha portè
Ci ha portati a Cremona
Ed in mezzo ai cremonesi
E noi siam quattro, noi siam piemontesi
E per vent’anni, per vent’anni condannè
| INCANTATA | torna su |
Un istante di serenità in mezzo al clamore, guardando il
Po. La terra, la musica e la ragazza che la canta partecipano
dello stesso incantesimo.
Cielo splendente sereno
Fiume tranquillo tra gli argini
Ponte di barche sull’acqua scintillante
Senza parlare restiamo qui
Dentro di te c’è luce
Dentro di te c’è nuova intensità
Incantata
Brezza di aprile su di noi
Tiepido sole sui viottoli
Guardi incantata, tutt’uno con la valle
Giovane antica incantata
Dentro di te c’è luce
Dentro di te c’è nuova intensit?
Incantata
| L.I.L.T. | torna su |
Il “lilting” è una forma irlandese di canto ritmico:
diddleaydididdleyay eccetera. Qui lo usiamo anche come
acronimo di Lingua Italiana Locale Trasparente, cioè dei
dialetti italiani che lasciano trasparire interi modi di
vita, interi mondi.
Ultima pagina, fine della storia
Benvenuti ai titoli di coda
Niente passato, niente futuro
Solo un presente infinito
Tangenziali ipermercati
Auto in coda dalle puttane
Ma se ascolto le pietre delle strade
Sento un canto diverso, più antico
Diddly-ay…..
Lingua Italiana Locale Trasparente
L.I.L.T.
Voce del mondo, voce della terra
Tempo su tempo che batte
Canto di popoli, canto della storia
Viene da fuori o da dentro?
Canto alla culla per addormentare
Serenata per fare innamorare
Coro di mondina, canto partigiano
Voglio cantarli diversi ma uguali
Diddly-ay…..
Lingua Italiana Locale Trasparente
L.I.L.T.
Lingua italiana locale
Voglio parlarla diversa ma uguale
Stare nel mio tempo senza mai dimenticare
Madri, nonne, terre, genti,
Lingue italiane locali trasparenti
Suoni vecchi, sensi nuovi
Siamo ancora qui
Diddly-ay…..
Lingua Italiana Locale Trasparente
L.I.L.T.
| WALKING SONG | torna su |
Un momento perfetto, in equilibrio tra piacere di
viaggio e nostalgia di casa, camminando sotto il cielo
di Cuba.
Calpesto la polvere rossa che mi macchia i vestiti
Cammino sul viale di palme di fianco al frutteto
Non c’è più nessuno, il camion ha girato la curva
E le nuvole solcano il cielo gremito di uccelli
Lo zaino è leggero e la pista ombreggiata
E il sole al mattino non brucia
Il ritmo dei passi è perfetto
Ricorda una musica che mi suona dentro
La la lalala
Di nuovo la strada mi porta con sè
La la lalala
Mi manca soltanto il tuo passo ritmato sul mio
Un pàs dàp n’èter pàs
Un pé dàp cl’èter pé e ancàra
Un pàs dàp n’èter pàs
Un pé dàp cl’èter pé
Il bar di Santiago risuona di musica e voci
Le ragazze volteggiano allegre sulla pietra del patio
I turisti italiani le ammirano appoggiati al bancone
E intorno la notte è dolcissima e piena di stelle
Emilio è arrivato con la sua chitarra
Sta parlando con Oscar e Carlos
La tromba disegna arabeschi
Che si stagliano nitidi al di là del bicchiere
La la lalala…
Un pàs dàp n’èter pàs… (2 v.)
Stanotte ho sognato pianure di verde e di bruno
E i faggi e i castagni bagnati dalla pioggia invernale
Un pàs dàp n’èter pàs
Un pé dàp cl’èter pé e ancàra
Il cielo era scuro e la nebbia avvolgeva ogni cosa
Ma una luce invitante brillava alle finestre di casa
Un pàs dàp n’èter pàs…
e tutto era grigio e tutto era cupo
Come i luoghi dove sono cresciuto
Eppure nel sogno ero allegro
Come chi sta tornando alla gente che ama
La la lalala
(Un pàs dàp n’èter pàs, Un pé dàp cl’èter pé
Di nuovo la strada mi riporta da te
La la lalala
E ascolto il mio passo di nuovo ritmato sul tuo (2 v.)
| VIA DEL RITORNO | torna su |
Fine del viaggio, si torna a casa. Un atto d’amore
verso il paesaggio dell’Emilia, commovente e monotono
al tempo stesso, e verso le donne e gli uomini che nei
secoli l’hanno costruito.
Nuvole bianche
Cielo abbagliante
Viali alberati nel sole
Fabbriche grigie
Donne al lavoro
E l’autostrada lontana
Vecchi seduti
All’ombra in cortile
Polisportive ed asili
HAY LADDIE
HAY LADDIE - O
Ho negli occhi altri cieli
Più puri e ventosi
Distesi su terre straniere
Nei capelli ho la sabbia
Di piste e deserti
Ho sulle labbra altri amori
Ma il canto è rimasto
Il canto di sempre
E adesso sono tornata
HAY LADDIE
HAY LADDIE - O




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