Archive for the ‘Fiamma Fumana’ Category

OT: Affidereste il vostro blog a quest’uomo?

Domenica, Ottobre 21st, 2007

Questo è Ricardo Franco Levi, il genio della comunicazione in internet che ha avuto l’idea di fare una legge per regolamentare i blog di cui non si sentiva il bisogno. Tipico: Chris Anderson ci spiega che il mondo è un posto migliore quando rimuovi i vincoli fisici alla diversità dell’offerta (in questo caso dell’informazione), Ricardo Franco Levi pensa bene di metterci vincoli normativi. Bocciato. Di qui non si passa. Invito tutti a firmare la petizione promossa dagli amici di Beppe Grillo per affossare la legge. Non c’entra con i FF, ma quando ci vuole ci vuole.

Bocciato

Celtic Connections!

Sabato, Ottobre 20th, 2007

GRANDISSIMA NOTIZIA! Mi ha chiamato Ian Smith di Frusion, il nostro agente inglese, per dirmi che Celtic Connections ha messo in programma il nostro concerto per il 31 gennaio 2008, con Mondine e tutto quanto! Stiamo ancora aspettando i dettagli (la conferenza stampa di lancio è per mercoledì 23, e la sera stessa verrà messo online il sito con il cartellone), ma sembra che si faccia una serata “Voices of the world”, di voci femminili dal mondo: insieme a noi ci sarebbero il Coro delle voci bulgare (ma quale? ce ne sono diversi) e le americane Uncle Earl. Il tutto si svolge nell’auditorium principale della Royal Concert Hall di Glasgow. Chissà come saranno contente le mondine, soprattutto Agnes, la “mondina scozzese”, che è proprio di Glasgow…

Glasgow Royal Concert Hall

Solfest souvenir

Domenica, Ottobre 14th, 2007

Un anonimo fotografo Kev Howard ha mandato a Roberta questi scatti del nostro concerto a Solfest 2007, in Inghilterra. Grazie, grazie davvero!

Dove va la musica?

Venerdì, Ottobre 12th, 2007

Ieri sono stato all Mobile Music Forum di Innovation circus. C’era Paolo Barbesino di M-Metrics che presentava una ricerca sulla musica mobile. La cosa che ho capito è che:

  • tutto il mercato della musica digitale italiano vale 17 milioni di euro. Non è molto: una sola ceramica di Sassuolo, medio-grande, spende due milioni di euro all’anno solo per partecipare al Cersaie, la principale fiera di settore.
  • circa i due terzi sono sul mobile, quindi circa 10 milioni di euro
  • la ricerca si avvaleva di un panel di 5000 intervistati in ciascuno dei cinque paesi europei principali. Una cosa molto seria!
  • la ricerca sarà costata come minimo due milioni di euro, quindi una cifra paragonabile al valore complessivo del mercato italiano della musica digitale.

Nel frattempo - sostiene il mio amico Enzo Mazza, direttore FIMI, su Il Sole 24 ore - la musica digitale in Italia cresce del 15% nell’anno 2006, a fronte di una crescita complessiva dell’e-commerce del 116%. Non ti viene il sospetto che i tuoi associati stiano sbagliando qualcosa, Enzo?
Nel frattempo il mercato complessivo della musica registrata perde, in Italia, un altro 18% e scende a 600 milioni di euro. E i Radiohead decidono di saltare l’intermediazione delle case discografiche: sempre il Sole riporta un commento secco di un anonimo dirigente di un’importante etichetta europea: “Se la migliore band del mondo vuole tagliarci fuori non sono sicuro che ci sia un futuro per questo business.”

Ciao Luca

Sabato, Ottobre 6th, 2007

Questa notte, in un incidente stradale, è morto Luca Giacometti, detto “Gabibbo”, bouzoukista e mandolinista dei Modena City Ramblers. Luca è arrivato nei Ramblers dopo che ne ero uscito, e non posso dire di averlo conosciuto bene. Nonostante questo, è sempre triste quando un compagno d’armi se ne va. Alla sua famiglia e al gruppo le mie condoglianze e quelle dei Fiamma Fumana.

Una sera con le mondine

Venerdì, Ottobre 5th, 2007

Solo due righe frettolose per segnalare la data di domenica sera, alla sala civica di Novi di Modena, insieme al mitico Coro delle Mondine di Novi. Me ne ero quasi dimenticato, poi stamattina mi hanno chiamato l’amico Pier Luigi Senatore e Chiara di Radio Bruno per un’intervista. Ooops!
Comunque, ogni anno le mondine organizzano spettacoli a Novi per commemorare il loro primo direttore, Torino Gilioli, purtroppo mancato qualche anno fa (è lui a dirigere il coro in “Quattro piemontesi”, nel nostro primo album). Non vedo l’ora di rivederle! Probabilmente sarà l’ultima data Di madre in figlia per quest’anno, quindi se potete venite, ne vale la pena.

Salve stranieri

Lunedì, Ottobre 1st, 2007

Bene, siamo tornati! E’ stato molto duro, ma molto bello. Globalquerque, la bellissima accoglienza a Millwood Junction, la scuola superiore di Shiprock, dove gli allievi sono tutti Navajo (lo skater Navajo, la darkettona Navajo, il secchione Navajo, il metallaro Navajo, il poliziotto Navajo…) e dove vedo un grande potenziale creativo (una ragazza ha voluto cantare una melodia cerimoniale per noi, è stato molto emozionante), i paesaggi incredibili del Colorado e del Grand Canyon, il seminario all’Università di San Diego sulla musica tradizionale dell’Emilia, rivedere la mia compaesana (e ormai anche amica) Clarissa Clò… Arrivederci west!

La mia America

Giovedì, Settembre 27th, 2007

Di gran fretta, ecco una decina di foto come antipasto. Poi arrivano quelle di Medhin, che sono molto meglio!

Going global in New Mexico

Lunedì, Settembre 24th, 2007

Il tour – ammettiamolo – non è partito nel migliore dei modi: la Festa Italia di Virginia Beach, pur molto carina come atmosfera, aveva il problema di un service non all’altezza della situazione, e abbiamo sofferto tutta la sera. Per fortuna ieri abbiamo rimediato con un concerto molto divertente al Globalquerque, un festival giovane (è solo alla terza edizione) ma molto promettente che si tiene a Albuquerque, in New Mexico.

Il venue è spettacolare: un centro culturale ispano-americano grande, bellissimo e curatissimo, con due palchi all’aperto e uno coperto. Gestito con grande entusiasmo e competenza da Tom Frouge, un ex discografico ramo world music, e dal suo socio Neal Copperman, il festival ha davvero grandi potenzialità: hanno messo insieme un gran bel cartellone, da Baka Beyond a Chango Spasiuk al Global Drums Project (messo insieme dal batterista dei Grateful Dead). Noi – modestia a parte – abbiamo spaccato. Lo so perché dal terzo pezzo si sono messi tutti a ballare e alla fine hanno comprato un sacco di CD!

Adesso stiamo attraversando il Colorado. I paesaggi sono molto belli: giuro che alla prima occasione metto online uno slideshow delle foto di Medhin.

Punk’s not dead

Venerdì, Settembre 21st, 2007

Trovato tra le pagine di The Long Tail di Chris Anderson (ok, ok, lo ammetto: non lo avevo mai letto, ho rimediato in aereo sul Milano-Londra-Baltimora per la prima data del tour. Il mio cuore è pesante per la colpa, la mia bocca piena di cenere. Chris, saggio tra i saggi, perdonami! E perdonatemi voi, veri credenti nel verbo del marketing online cui non sono degno di baciare l’orlo del mantello! etc. etc.).

Attraverso il punk rock abbiamo visto un valore nelle voci fresche, nei suoni nuovi, nel vigore e nel sentimeno anti-establishment che poteva venire solo dal di fuori del sistema. E’ stata un’ispirazione vedere gente la fuori, che non aveva più talento di noi e che si divertiva, era ammirata, faceva qualcosa di nuovo. Per dirla in termini economici, il punk rock ha abbassato le barriere all’entrata della creazione artistica. [traduzione mia, in stile appunto punk]

La nozione di barriera all’entrata è qui usata in senso molto lato, ma il significato è chiarissimo, e secondo me giustissimo. Dal 1997 – tre anni prima dell’inizio del declino del mercato discografico – provo a insegnare ai giovani musicisti emergenti a essere imprenditori di se stessi. Ho citato in lungo e in largo Sebastiano Brusco e i suoi vivificanti ritratti di imprenditori emiliani degli anni sessanta, magari poco o niente scolarizzati ma con una conoscenza profonda – e intuitiva, oltre che formale – della tecnica meccanica, che fanno quattro conti a matita sul tavolino in formica di un bar di Carpi e Sassuolo e poi mettono su l’azienda. Secondo me questo è spirito punk: il punk in qualche modo implica uno spirito imprenditoriale, nel senso che “tutti possiamo farlo”. Naturalmente questo significa assumersi dei rischi e uscire dal proprio ruolo: il contadino e figlio di contadini si inventa imprenditore metalmeccanico o tessile, lo studente della Arts School si tinge i capelli di viola e mette su un gruppo. Questa attitudine non solo implica, ma direi che è il rifiuto di accettare la nozione convenzionale di ciò che un imprenditore, o un musicista, dovrebbe essere.

In questo senso mi piace mettere un po’di punk nei Fiamma Fumana – e anche nella mia attività di economista. Con i FF non stiamo ad aspettare l’avallo della piccola comunità folk italiana (che non sempre apprezza l’uso dell’elettronica con le canzoni tradizionali): se non riusciamo a convincere il circuito dei festival folk-world andiamo avanti, cerchiamo nuovi canali, passiamo magari su Radio DeeJay con Jovanotti, facciamo un film con Davide Ferrario sulle mondine. Questo naturalmente non mi rende più simpatico in quell’ambiente, che tende a vedere in noi dei profanatori o dei “venduti” per il successo commerciale (ma quale, poi?).

Anche come economista mi sento punk. Mischio la creatività con lo sviluppo locale; la gente di marketing con i santoni del teatro d’avanguardia; l’hi-tech con tutto. Partecipo a gruppi di lavoro che sono essenzialmente una lunghissima riunione in chat con Messenger o Skype. Ho convinto il Ministero dello Sviluppo Economico a gestire un progetto - Visioni urbane - tramite un blog e con un coinvolgimento importante della blogosfera locale (ne parlo meglio qui). Combatto per tenere tutti i processi aperti e trasparenti, con tutti i rischi del caso: chiunque può cliccare su “aggiungi un commento” e dire la sua… che potrebbe non piacere a me e ai miei committenti. Ma bisogna correre il rischio, e comunque questo è un incentivo a lavorare meglio. C’è un’onda da prendere, gente, un’onda bella grossa che sta cambiando tutto. Non so cosa succederà, ma scommetto che il futuro avrà dentro una sana dose di attitudine punk.