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	<title>Commenti a: Il folk senza il popolo / 2</title>
	<link>http://www.fiamma.org/2007/01/20/il-folk-senza-il-popolo-2/</link>
	<description>Folk's not Dead!</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 17:49:30 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Anonymous</title>
		<link>http://www.fiamma.org/2007/01/20/il-folk-senza-il-popolo-2/#comment-316</link>
		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>ti capisco j...oh come ti capisco...&lt;br /&gt;io il prossimo anno di anni ne faccio 50, ho vissuto decenni di generazioni bruciate e disilluse.&lt;br /&gt;Da bambino vedevo i " GRANDI" manifestare con gioia e rabbia per le utopie del '68 : avevo 20 anni quando il punk ha bruciato tutto quello che incontrava, compresi i propri protagonisti.&lt;br /&gt;Il resto lo conosciamo: l'edonismo craxiano dgli anni '80, mani pulite e berlusconi, una sinistra imbelle e suicida ed il precipitare collettivo nel gorgo dell'indifferenza e della rassegnazione. In mezzo disagio e difficoltà sempre più grandi da affrontare.&lt;br /&gt;Capisco chi se ne vuole andare, rispetto che resta e resiste.&lt;br /&gt;Io personalmente non credo più in questo Paese che ha calpestato le proprie nobili radici, la propria cultura, la propria storia.&lt;br /&gt;C'è un devastante cancro che ha corroso forse in maniera irreparabile il Paese, si chiama mafia.&lt;br /&gt;Mafia che ovviamente non è più quella della coppola e della lupara , mafia è quella commistione di potere, soldi e politica che ha seminato metastasi non solo nell'amministrazione della cosa pubblica ma anche nelle coscienze.&lt;br /&gt;Cosa può fare la musica in tutto questo, che ruolo può recitare ?&lt;br /&gt;Sinceramente non lo so, ma so che non è tanto una questione di generi, di combat-folk piuttosto che di industrial-noise, così come  non è un fatto generazionale ( si possono avere le palle anche a 80 anni ed essere completamente rimbambiti a 20).&lt;br /&gt;Il punto sta nella capacità e nella voglia di mettersi in gioco e di rischiare, farsi il  culo senza la garanzia di averne un ritorno, cercare di allargare una base di consenso senza la pretesa di cambiare il mondo.&lt;br /&gt;Voi Fumani perlomeno finora ci avete provato, non è poco in tempi di paraculismo a manetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. ho trovato più patetica la risposta del dott. gang che non l'articolo della Santi: la Santi bene o male ha rappresentato una certo modo di porsi nei confronti di un certo tipo di musica, quello che ad esempio mi fà venire le emorroidi se ascolto i mau mau. Interrogarsi su questo sarebbe più salutare che non reagire come una vecchia zitella ferita nella propria improbabile verginità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rob, dalla valle d'aosta con disincanto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ti capisco j&#8230;oh come ti capisco&#8230;<br />io il prossimo anno di anni ne faccio 50, ho vissuto decenni di generazioni bruciate e disilluse.<br />Da bambino vedevo i &#8221; GRANDI&#8221; manifestare con gioia e rabbia per le utopie del &#8216;68 : avevo 20 anni quando il punk ha bruciato tutto quello che incontrava, compresi i propri protagonisti.<br />Il resto lo conosciamo: l&#8217;edonismo craxiano dgli anni &#8216;80, mani pulite e berlusconi, una sinistra imbelle e suicida ed il precipitare collettivo nel gorgo dell&#8217;indifferenza e della rassegnazione. In mezzo disagio e difficoltà sempre più grandi da affrontare.<br />Capisco chi se ne vuole andare, rispetto che resta e resiste.<br />Io personalmente non credo più in questo Paese che ha calpestato le proprie nobili radici, la propria cultura, la propria storia.<br />C&#8217;è un devastante cancro che ha corroso forse in maniera irreparabile il Paese, si chiama mafia.<br />Mafia che ovviamente non è più quella della coppola e della lupara , mafia è quella commistione di potere, soldi e politica che ha seminato metastasi non solo nell&#8217;amministrazione della cosa pubblica ma anche nelle coscienze.<br />Cosa può fare la musica in tutto questo, che ruolo può recitare ?<br />Sinceramente non lo so, ma so che non è tanto una questione di generi, di combat-folk piuttosto che di industrial-noise, così come  non è un fatto generazionale ( si possono avere le palle anche a 80 anni ed essere completamente rimbambiti a 20).<br />Il punto sta nella capacità e nella voglia di mettersi in gioco e di rischiare, farsi il  culo senza la garanzia di averne un ritorno, cercare di allargare una base di consenso senza la pretesa di cambiare il mondo.<br />Voi Fumani perlomeno finora ci avete provato, non è poco in tempi di paraculismo a manetta.</p>
<p>p.s. ho trovato più patetica la risposta del dott. gang che non l&#8217;articolo della Santi: la Santi bene o male ha rappresentato una certo modo di porsi nei confronti di un certo tipo di musica, quello che ad esempio mi fà venire le emorroidi se ascolto i mau mau. Interrogarsi su questo sarebbe più salutare che non reagire come una vecchia zitella ferita nella propria improbabile verginità.</p>
<p>rob, dalla valle d&#8217;aosta con disincanto</p>
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		<title>Di: Ferdy</title>
		<link>http://www.fiamma.org/2007/01/20/il-folk-senza-il-popolo-2/#comment-315</link>
		<dc:creator>Ferdy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>lady J... non andartene.. fammi ben questo piacere va la'....&lt;br /&gt;che noi suonatori di Piva siam cosi' pochi qui in Italia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lady J&#8230; non andartene.. fammi ben questo piacere va la&#8217;&#8230;.<br />che noi suonatori di Piva siam cosi&#8217; pochi qui in Italia&#8230;</p>
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